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    <title>Teleabissi</title>
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    <description>Il meglio e il peggio della tv</description>
    <dc:creator>Roberto Brunelli</dc:creator>
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      <title>Roberto Brunelli</title>
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      <title>Governare con il televoto</title>
      <link>http://teleabissi.blog.unita.it//Governare_con_il_televoto_1075.shtml</link>
      <description>di Roberto Brunelli&amp;nbsp;E voi vi meravigliate dell'eliminazione dei talk show politici dai palinsesti per non turbare le fin troppo confuse menti dei telespettatori italiani, chiamati in breve a recarsi alle urne? E ancora credete che le tagliatelle ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="book antiqua,palatino" size="5"&gt;di Roberto Brunelli&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 16pt"&gt;E voi vi meravigliate dell'eliminazione dei talk show politici dai palinsesti per non turbare le fin troppo confuse menti dei telespettatori italiani, chiamati in breve a recarsi alle urne? E ancora credete che le tagliatelle della nonna Pina, il principe Filiberto e la concorrente del Grande Fratello che dichiara in diretta tv di aver abortito a quindici anni siano cosa diversa dalla serrata di Annozero &amp;amp; co? Ovviamente no: rispondono esattamente alla stessa logica editoriale e strategica, il cui fine ultimo &amp;egrave; la regressione infantile dello spettatore. Trattare i cittadini come bimbi &amp;egrave; una caratteristica tipica della maggior parte delle dittature, che sono quasi sempre paternalistiche, e affogare lo spettro della democrazia in un'immensa fuffa burocratica che avrebbe fatto impallidire lo stesso Kafka ne &amp;egrave; la logica conseguenza. Dopodich&amp;egrave;, sta ai cittadini non comportarsi come bambini: senn&amp;ograve; alla fine se lo meritano, di scegliere chi ti governa con il televoto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <category>politici</category>
      <category>televoto</category>
      <pubDate>Mon, 08 Mar 2010 10:27:18 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Roberto Brunelli</dc:creator>
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      <title>I miracoli esistono (solo su Raiuno)</title>
      <link>http://teleabissi.blog.unita.it//I_miracoli_esistono__solo_su_Raiuno__1055.shtml</link>
      <description>di Roberto Brunelli&amp;nbsp;&amp;nbsp;Evviva, i miracoli esistono! Ne abbiamo continuamente prove inconfutabili: basta guardare con una certa regolarit&amp;agrave; Rai1. Solo pochi giorni fa, nel santuario di Sanremo, abbiamo assistito ad una altrimenti inspiegabile ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="book antiqua,palatino" size="4"&gt;di Roberto Brunelli&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="4"&gt;Evviva, i miracoli esistono! Ne abbiamo continuamente prove inconfutabili: basta guardare con una certa regolarit&amp;agrave; Rai1. Solo pochi giorni fa, nel santuario di Sanremo, abbiamo assistito ad una altrimenti inspiegabile moltiplicazione dei televoti. Dopodich&amp;eacute; si &amp;egrave; vista, al Tg1, l'incredibile mutazione di una prescrizione in assoluzione, cosicch&amp;eacute;, di miracolo in miracolo (in mezzo ci sono anche la beatificazione di madonna Clerici, un po' di principi-tronisti e di regine, ultima la Sissi di ieri sera), siamo giunti all'arena di Massimo Giletti, alle prese questa volta con una guarigione praticamente indubitabile avvenuta mezza a San Giovanni Rotondo e mezza a Medjugorie. Un'ascensione verso il paradiso televisivo che si &amp;egrave; infranta solo quando siamo rimasti bloccati su Canale5: qui un bellimbusto vestito di strass litigava con la sua ex fidanzata (ora amante di un attore porno) dinnanzi a un pubblico di bambini down. Un dubbio ci ha assaliti: forse in tv il paradiso assomiglia agli inferi?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 01 Mar 2010 09:56:35 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Roberto Brunelli</dc:creator>
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      <title>La fabbrica della verità</title>
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      <description>di Roberto Brunelli&amp;nbsp;&amp;nbsp;Accadono cose meravigliose in questa tv. Qualche giorno fa, per esempio, su Canale5 c'era Filippo Facci, de &amp;quot;Il Giornale&amp;quot;, che spiegava di prima mattina come alcuni giornali distorcano l'unica verit&amp;agrave; possibile ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;font face="book antiqua,palatino" size="4"&gt;di Roberto Brunelli&lt;/font&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;Accadono cose meravigliose in questa tv. Qualche giorno fa, per esempio, su Canale5 c'era Filippo Facci, de &amp;quot;Il Giornale&amp;quot;, che spiegava di prima mattina come alcuni giornali distorcano l'unica verit&amp;agrave; possibile sul processo breve, che evidentemente &amp;egrave; cosa ottima e meravigliosa per tutti noi. Subito dopo, era il momento de &amp;quot;Il Giornale&amp;quot; - s&amp;igrave;, sempre lo stesso, proprio quello - dove il condirettore Sallusti a sua volta illustrava le straordinarie virt&amp;ugrave; di Re Silvio nel campo della politica estera e di come - ancora una volta - molti malmostosi (di sinistra, of course) si rifiutassero di apprezzarne le qualit&amp;agrave;: pensate che in Israele hanno apprezzato la sua ironia e simpatia, mentre gli italioti continuano a dire che appena varca i confini del paese fa solo figuracce. Dopodich&amp;eacute; &amp;egrave; partito un memorabile dibattito su uno dei grandi temi della nazione: &amp;egrave; giusto vietare alle minorenni di rifarsi il seno, come stabilirebbe un nobile decreto governativo? Certo che lo &amp;egrave;: la verit&amp;agrave; &amp;uuml;ber alles!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 09 Feb 2010 14:42:25 GMT</pubDate>
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      <title>Morgan, il festival dell'ipocrisia</title>
      <link>http://teleabissi.blog.unita.it//Morgan__il_festival_dell_ipocrisia_973.shtml</link>
      <description>di Roberto Brunelli&amp;nbsp;E alla fine lo sdegno collettivo si &amp;egrave; abbattuto sull'orrido Morgan, novello untore delle umane genti, ricollocandolo nel club che gli compete, quello degli artisti &amp;laquo;maledetti&amp;raquo;, variante &amp;laquo;sex, drugs &amp;amp; ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="book antiqua,palatino" size="4"&gt;di Roberto Brunelli&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;E alla fine lo sdegno collettivo si &amp;egrave; abbattuto sull'orrido Morgan, novello untore delle umane genti, ricollocandolo nel club che gli compete, quello degli artisti &amp;laquo;maledetti&amp;raquo;, variante &amp;laquo;sex, drugs &amp;amp; rock'n'roll&amp;raquo;. Dov'&amp;egrave; in ottima compagnia, bisogna dire: ci stavano Mick Jagger e Keith Richards, senza dire di Morrison, Cobain, Sid Vicious o chi volete voi. Il ministro Meloni, in sovrappi&amp;ugrave;, ci mette il mito del &amp;laquo;cattivo maestro&amp;raquo;, e dispensano indignate reazioni il Gasparri, il Giovanardi, senza parlare del direttore generale della Rai, del direttore di rete, del direttore artistico, e se continua cos&amp;igrave; pure del comitato centrale cinese, l'Onu, la congregazione dei paolini e l'associazione dei medici oculisti, tutti pronti ad emettere la loro dura e sanzione: via l'immorale cantante drogastico dal cast di Sanremo. Ora, per la verit&amp;agrave; fa un po' ridere immaginarsi il fu festival della fu canzone italiana come ultima vestale della morale tricolore: &amp;egrave; ovvio che non &amp;egrave; educativo sostenere, come pare abbia fatto Morgan, che il crack - droga notoriamente assai pericolosa - sia un ottimo antidepressivo. Ma senza citare i vari Mike Tyson - con precedenti di stupro e violenza, e che nonostante ci&amp;ograve; ci si guard&amp;ograve; bene dal cacciare da Sanremo - o altre iniziative tutt'altro che edificanti che nei decenni hanno abitato l'Ariston, di rado si ricorda una tale esplosione di sdegno collettivo, soprattutto nel mondo politico. Il che &amp;egrave; se non altro bizzarro, nel paese in cui eminenti politici festeggiano a cannoli la propria condanna per fatti associati alla mafia, nel paese delle escort e di un tizio frequentatore di Palazzo Grazioli invischiato in vicende di coca, nel paese con il pi&amp;ugrave; alto numero di condannati presenti nel parlamento. Forse tutta questa indignazione pu&amp;ograve; essere serbata per altre occasioni. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <category>morgan</category>
      <category>rai1</category>
      <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 12:27:26 GMT</pubDate>
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      <title>Linea Notte nel buio della Rai</title>
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      <description>di Roberto Brunelli&amp;nbsp;&amp;nbsp;Buttare il discreto (il bambino, mai l'acqua sporca) per far spazio all'inutile: &amp;egrave; una delle grandi leggi non scritte della Rai (e della cosiddetta politica, che l&amp;igrave; tutto sovrintende). &amp;quot;L'ultima parola&amp;quot; ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;font face="book antiqua,palatino" size="4"&gt;di Roberto Brunelli&lt;/font&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;Buttare il discreto (il bambino, mai l'acqua sporca) per far spazio all'inutile: &amp;egrave; una delle grandi leggi non scritte della Rai (e della cosiddetta politica, che l&amp;igrave; tutto sovrintende). &amp;quot;L'ultima parola&amp;quot; di Gianluigi Paragone, impiantato nel palinsesto di Raidue ai danni dell'Era glaciale di Daria Bignardi, ne &amp;egrave; un sublime esempio. Bla bla bla e ascolti inabissati: l'unica curiosit&amp;agrave; &amp;egrave; quella di vedere di quanti gradi si sposta rispetto al resto della programmazione la sua cortese faziosit&amp;agrave;. Intanto si vorrebbe vedere altro. Qualcosa d'altro c'&amp;egrave; sul tre, ossia &amp;quot;Linea Notte&amp;quot;: rispetto allo standard dell'italica informazione, la drammaturgia &amp;egrave; ben pi&amp;ugrave; mossa, il mondo - grazie alla Botteri - un po' pi&amp;ugrave; vasto e gli abitanti dello studio appaiono degli interlocutori dotati, incredibilmente, di pensiero proprio. Va in onda quando la stragrande maggioranza dei telespettatori &amp;egrave; andata a nanna: il sospetto &amp;egrave; che non si tratti solo di elefantiasi dello spreco, ma di oculata strategia&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 01 Feb 2010 19:29:56 GMT</pubDate>
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      <title>Primarie per Lord Baudo</title>
      <link>http://teleabissi.blog.unita.it//Primarie_per_Lord_Baudo_944.shtml</link>
      <description>di Roberto Brunelli&amp;nbsp; &amp;nbsp;Di questi tempi, mentre il Tg1 si occupa di cose veramente importanti (un ampio servizio sul fatto che in parecchiolontanistan si possono tenere delle grosse tigri nel proprio giardino) e mentre l'apocalisse di Haiti si ...</description>
      <content:encoded>&lt;font face="book antiqua,palatino" size="4"&gt;di Roberto Brunelli&amp;nbsp; &lt;/font&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 16pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Di questi tempi, mentre il Tg1 si occupa di cose veramente importanti (un ampio servizio sul fatto che in parecchiolontanistan si possono tenere delle grosse tigri nel proprio giardino) e mentre l'apocalisse di Haiti si allontana sempre di pi&amp;ugrave; diventando di giorno in giorno la fastidiosa appendice dell'informazione italiana, si determinano alcuni assetti fondamentali per la tenuta del sistema-paese. S&amp;igrave;, stiamo parlando di Sanremo e della domenica di Rai1: pare che gli sgarbi rivolti a Lord Baudo siano arrivati al punto di indurlo a non presentarsi, com'era previsto, a fare da valletto alla Clerici per la serata finale del festival della fu canzone italiana. Forse perch&amp;eacute; l'altro valletto &amp;egrave; Maurizio Costanzo, forse perch&amp;eacute; il direttore di Rai1 ha fatto sapere che la domenica, finora suo feudo, dovr&amp;agrave; ammodernarsi (si fa un nome nuovo: Maurizio Costanzo). La nostra proposta &amp;egrave; che facciano uno spettacolo insieme: cos&amp;igrave;, in segno di pacificazione nazionale. Oppure, facciamoci le primarie. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 26 Jan 2010 15:14:05 GMT</pubDate>
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      <title>Ci mancano le meteorine!</title>
      <link>http://teleabissi.blog.unita.it//Ci_mancano_le_meteorine__925.shtml</link>
      <description>di Roberto Brunelli&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Vi ricordate le &amp;laquo;meteorine&amp;raquo;? S&amp;igrave;, quelle procaci e allegrissime ragazze che dicevano il meteo al termine del Tg4 farfallando e trillando, con Emilio Fede che tutto contento faceva la parte del vecchio ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="book antiqua,palatino" size="4"&gt;di Roberto Brunelli&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;Vi ricordate le &amp;laquo;meteorine&amp;raquo;? S&amp;igrave;, quelle procaci e allegrissime ragazze che dicevano il meteo al termine del Tg4 farfallando e trillando, con Emilio Fede che tutto contento faceva la parte del vecchio satiro? Ebbene, sono scomparse. Al loro posto, dopo l'edizione del telegiornale, ora ci sono delle signorine con il golfino a collo allo, i capelli pettinati all'indietro e lo sguardo virginale. &amp;Egrave; divertente osservare come la televisione italiana - pi&amp;ugrave; di ogni altra - rispecchi gli umori della classe dirigente: dopo D'Addario &amp;amp; co e le polemiche su veline in parlamento e similari, c'&amp;egrave; stato un vorticoso cambio di rotta. Meglio ridisegnare un po' l'immaginario intorno alla corte di sua maest&amp;agrave;: su Chi, per esempio, abbondano servizi su varie ex showgirl - qualche volta onorevoli - che si laureano a pieni voti sorridendo con soavit&amp;agrave; leonardesca. Tornando alle meteorine, quasi quasi ci mancano: quella gag con Fede ogni sera era uno dei pi&amp;ugrave; riusciti momenti di comicit&amp;agrave; della tv italiana.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 21 Jan 2010 21:18:35 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Roberto Brunelli</dc:creator>
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      <title>Schiavi neri e piccole televisioni</title>
      <link>http://teleabissi.blog.unita.it//Schiavi_neri_e_piccole_televisioni_900.shtml</link>
      <description>di Roberto Brunelli&amp;nbsp;&amp;nbsp;Ora non tocca nemmeno fare la faticaccia di andarseli a prendere in Africa, gli schiavi. Stanno qui e li vediamo sul piccolo schermo - offesi, perseguitati o uccisi - poco prima di una notizia sulle pietre marziane e una ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;font face="book antiqua,palatino" size="4"&gt;di Roberto Brunelli&lt;/font&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="3"&gt;Ora non tocca nemmeno fare la faticaccia di andarseli a prendere in Africa, gli schiavi. Stanno qui e li vediamo sul piccolo schermo - offesi, perseguitati o uccisi - poco prima di una notizia sulle pietre marziane e una sul fatto che qualcuno non vuole una via intitolata a Berlinguer. Anche sul canale all news France24 trovi ampi servizi su Rosarno, e l'effetto - come dire - &amp;egrave; imbarazzante. Forse anche perch&amp;eacute; il conduttore del tg di France24 &amp;egrave; un signore di colore, che sovente divide le principali edizioni del suo telegiornale con giornaliste di origini arabe: quella televisione - finanziata dallo Stato francese - l'hanno messa in piedi avendo in testa il multiculturalismo come dato di fatto di una grande nazione. Per questo grandissima parte del notiziario &amp;egrave; dedicata a notizie e reportages dal mondo, mentre da noi il mondo viene di norma chiuso fuori dalla finestra: in modo da non farci capire quanto patetico e crudele sia diventato il nostro Paese.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 12 Jan 2010 17:28:45 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Roberto Brunelli</dc:creator>
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      <title>Gli déi di casa Arcore</title>
      <link>http://teleabissi.blog.unita.it//Gli_d_i_di_casa_Arcore_876.shtml</link>
      <description>di Roberto Brunelli&amp;nbsp;&amp;nbsp; Gioisci, oh popolo cencioso, della mirabile novella di Re Silvio: un crescendo degno della pi&amp;ugrave; colorata soap opera, un feuilletton ogni giorno foriero di nuove meraviglie. Oggi l'ultima puntata &amp;egrave; la nascita ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="book antiqua,palatino" size="4"&gt;di Roberto Brunelli&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;font face="helvetica" size="3"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 16pt"&gt;&lt;font face="helvetica" size="3"&gt;Gioisci, oh popolo cencioso, della mirabile novella di Re Silvio: un crescendo degno della pi&amp;ugrave; colorata soap opera, un feuilletton ogni giorno foriero di nuove meraviglie. Oggi l'ultima puntata &amp;egrave; la nascita di un nuovo nipotino berluschino. Il settimanale &amp;quot;Chi&amp;quot; ne narra sin dalla copertina, dedicata alla principessa de facto Silvia Toffanin, conduttrice di &amp;quot;Verissimo&amp;quot; nonch&amp;eacute; fidanzata di Pierfiglio, incinta al quarto mese. Un commosso servizio che canta l'&amp;quot;atmosfera festosa&amp;quot; del Natale ad Arcore, &amp;quot;resa ancor pi&amp;ugrave; festosa dalla notizia del lieto evento&amp;quot;, che corona una storia d'amore &amp;quot;che non ha mai conosciuto attimi di crisi o di incertezza&amp;quot;. Subito sotto, si paragona la bella Silvia &amp;quot;a Venere, dea dell'amore, rimasta incinta di Marte, dio della guerra&amp;quot;, nonch&amp;eacute;, non paghi, alla &amp;quot;Primavera&amp;quot; di Botticelli... Tempo fa, il Financial Times defin&amp;igrave; l'adulazione dei media italiani &amp;quot;di stampo nordcoreano&amp;quot;. Tocca ricredersi: a noi non ci batte nessuno, nemmeno il regime di Pyongyang.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 03 Jan 2010 19:57:46 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Roberto Brunelli</dc:creator>
      <dc:date>2010-01-03T19:57:46Z</dc:date>
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      <title>In televisione i marziani siamo noi</title>
      <link>http://teleabissi.blog.unita.it//In_televisione_i_marziani_siamo_noi_858.shtml</link>
      <description>&amp;nbsp;di Roberto Brunelli&amp;nbsp;&amp;nbsp;Pare incredibile, ma persino il digitale ha i suoi vantaggi. Oasi di buona tv nell'horror vacui che &amp;egrave; la televisione generalista. Cos&amp;igrave; capita d'imbattersi in uno speciale d'antan in cui Guttuso parla ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 16pt"&gt;&lt;font face="book antiqua,palatino" size="4"&gt;di Roberto Brunelli&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 16pt"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 16pt"&gt;&lt;font face="arial,helvetica,sans-serif" size="3"&gt;Pare incredibile, ma persino il digitale ha i suoi vantaggi. Oasi di buona tv nell'horror vacui che &amp;egrave; la televisione generalista. Cos&amp;igrave; capita d'imbattersi in uno speciale d'antan in cui Guttuso parla di Danton e Marat, oppure in una vecchia meravigliosa gag di &amp;quot;Avanzi&amp;quot; a RaiSat Extra, oppure, ancora, un qualche - oib&amp;ograve;! - eccellentissimo film o telefilm a Rai4 di Freccero (domanda ingenua: perch&amp;eacute; non mandarli anche su Rai1 o Rai2? C'&amp;egrave; una perversa strategia in questo?). Se non altro, vagando nel digitale (quello gratuito, s'intende), se scansate compulsando freneticamente le varie televendite e i predicatori folli, &amp;egrave; possibile guardare i tg di France24 e della Bbc: e, chiss&amp;agrave; come, sembrano provenire da altri pianeti. Mentre da noi era un profluvio di babbinatali, di preti e di cardinali o di berlusconi in miracolistici collegamenti audio, da loro c'erano collegamenti dalla Cina, blogger in diretta dalle manifestazioni di Teheran e conduttrici di origini arabe. La tv italiana &amp;egrave; la misura dell'abisso.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 27 Dec 2009 22:52:48 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Roberto Brunelli</dc:creator>
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